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Storie
2 giugno 2008
cari amici
eccoci qui, dopo questo week end dopo questa settimana.
innanzitutto devo delle scuse a tutti coloro che non sono riuscito a vedere, sentire, chiamare, baciare in questi due giorni.
purtroppo ogni volta è sempre così frenetico, improvvisato, intenso e questa volta sono stato sequestrato anche dalle cugine (dovevo valutare il futuro "genero", si dice così il consorte di una cugina? promosso in ogni caso).
vabbé.
Comunque, come sempre, la vostra presenza è come un'aggressione alla mia tranquilla ottusità. senza eroismi, senza nulla di clamoroso, ma la lieta serenità, la comunicazione di affetti, la bontà di tanti piccoli gesti, la fatica e il sacrificio dell'amore, forse standone dentro sono meno evidenti, ma queste toccate e fughe diventano un ritorno alla realtà più umana e bella.
ok, di nuovo sentimentale, al limite della melassa, devo trovare qualcosa di disagista da dire per non provocarvi un diabete istantaneo.
la questione è che mi torna in mente un racconto di Buzzati letto circa 20 anni fa.
"33 vipere" si intitola.
Racconta la storia di un cacciatore di vipere, che sale in montagna per cacciare questo serpente per estrarne del siero. A fine giornata col sacco pieno di 33 esemplari, si accampa per la notte in un rifugio.
Il sacco in un angolo della stanza, brulica, formicola, rimugina tensioni e denti.
Ma il laccio si scioglie. Al mattino il cacciatore apre gli occhi e si sveglia in un incubo, il letto è un rettile, con le 33 che, cercando di scaldare il loro sangue gelido, si sono insinuate sotto le coltri.
Non un gesto, non una parola, nulla, il minimo movimento può rivelarsi fatale. Lui, il cacciatore, si ritrova intrappolato dalla sua preda. Nessuna speranza, nessuna via d'uscita.
Ma ecco l'imprevisto, la nota stonata della marcia funebre, la porta del rifugio si socchiude e un amico pastorello si affaccia nella stanza, si rende conto subito che l'amico giace nella chioma di Medusa. Questi si volta delicatamente, ultima flebile speranza, e sussurra con le labbra senza voce la via d'uscita. Il pastorello capisce. Parte, e ritorna con una scodella di latte caldo. Le serpi si destano pigre, come noi il lunedi mattina, scivolano, accarezzando il corpo del cacciatore, verso il latte. Il cacciatore è salvo.
Le serpi non sono le persone, ma ciò di cui abbiamo paura, le nostre incertezze, il mistero della nostra sfiducia.
E mi pare che, oggi, piano piano, stiano scivolando via.
A tutti i cacciatori di vipere, vi auguro di avere la sorte che un pastorello possa portare del latte caldo al vostro capezzale.
Buona lettura.
Amici.
G.
PS mi dispiace VinCap questa sera non girerai
4 o 5 giugno 2008
anche se restiamo dalla parte di spessotto,
timorati del domani,
timorati dello sbocco,
non avremmo mai voluto vedere questo spazio
abitarsi da struggimenti adolescenziali,
dai testi delle hit scritti sulle pagine della smemo,
perdendo il gusto della metonimia
e del messaggio criptato,
ma questa sera va così.non è colpa mia.
d'altronde se noi usiamo lui questa sera,
lo stesso VInCap ha usato altri,
ascoltatelo qui e poi commuovetevi con Chalino Sanchez "the original".
G.
6 o 7 giugno 2008
il gallo é morto
pare che vedere questo filmato tre volte al giorno curi la maggior parte dei malanni di gola, di cuore e i piedi stanchi.
tre volte al di' dopo i pasti (ma anche durante o prima o semplicemente con un buon brunello e della tapenade)
fatene prescrizione di massa ai vostri amati pazienti...
Gallunga
PS il Gallo, invece, sta benissimo, ve lo assicuro...
10 giugno 2008
riprendiamo il filo del discorso
dopo questi insopportabili peana dal doppio fondo
torniamo alla cronaca
ieri ci siamo presi tre pappin
equesto è assodato
non sarebbe bastata tutta la botte del bar orange per consolare il vostro
e nemmeno la nota riserva sovra-frigorifera
ma la giornata s'è declinata in modo tale che vi posso evitare nuovi struggimenti
(calcistici e quindi ben più gravi che quelli sentimentali...)
sfuggito colpevolizzando dal posto di lavoro dopo una guardietta tranquilla
vado a dichiarare le tasse
facile, in fondo, perchè essendo scapolo, senza figli, onesto lavoratore,
immigrato legale, non proprietario (se non di una splendida due tempi-quattro marce)
non godo di nessun buon sconto e quindi mi aspetta un'aliquota che affetterà il mio conto in banca
(tagliato sottile, come raccomanda la mamma al salumiere del GS).
raggiungo, in seguito, una mia amica giornalista che collabora con l'immensa B.L.
(mitica donna/giornalista d'assalto di cui sentirete parlare a partire dal 24 settembre)
alla stesura di un libro su ZinZid scomodo come delle mutande strette.
Le due hanno intervistato mezzo mondo e quel pomeriggio hanno appuntamento con un livornese
che trabocca gloria come le mie melanzane grondano olio prima di essere spalmate sulla Norma.
Il livornese biascica al telefono e le due poliglotte (credo che parlino una decina di lingue in due)
sono in difficoltà con il dialetto italico
e qui entra in gioco il gallunga
che grazie alle letture liceali del ruzzante, del belli, del porta e di qualche minore lucano,
non teme gli ardimenti linguistici dello stivale.
e così mi sparo una vera intervista a MarLipp.
Sì, proprio MarLipp, colui che vinse tutto coi nemici,
distrusse la mia e trovò redenzione il 9 luglio 2006. Ad saecula...(per la cronaca, della gran aria fritta...)
Vabbé
Al quarantacinquesimo, il mio amico AndPied, fedele nella sofferenza calcistica, mi annuncia prossime nozze
e come si fa a incazzarsi per quel due a zero che ancora non ci ha tagliato le gambe?
Nozze attese come il figlio di Abramo, con tanto di amico orafo consultato in extremis e compagnia cantando.
Ma la terza pappina sfinisce anche i più gasati entusiasmi di una giornata già di per sé indimenticabile.
Gran rogna aver messo la maglia azzura quadristellata con tanto di mio nome dietro e le firme dei miei migliori camerati
Rientrando a casa, medito il suicidio ad ogni incrocio, sperando nella minima provocazione per almeno farne fuori qualcuno.
Niente.
Sfinisco sul sofà e la giornata si chiude comunque con un sorriso, grazie all'ennesimo imprevisto.
E' tutto in queste foto.
Quando il cuore è altrove, resta il mestiere.
Amen.
Gallunga
12 giugno 2008
"another clue for you all: the walrus was paul..."
vigilia, come al solito, di un altro giorno
dopo la veglia danzante di ieri notte.
manu chao a parigi
il folletto terzomondista, dopo quel concerto in piazza duomo,
ricordate?
un tramonto infuocato con le ombre del duomo che volgevano da un'altra parte
non la nostra
che giorni...
quel maledetto cortocircuito di emozioni, ire, botte, scandali tra piazza duomo e piazza alimonda
che ne è stato di quegli amori, di quelle attese, di quel gran parlare, di quegli occhi un po' aperti e un po' chiusi?
quanta acqua sotto i ponticelli dei navigli, più volte battezzati da me e dal gianlu alla fine di una serata disagista
vabbé
é forse possibile dire qualcosa senza essere banale?
non potrei dissociare il palco dalla gradinata
ma i pensieri vagano nel labirinto delle emozionie alla fine mi sento un po' meno fighetto
un po' meno place de vosge
s e un po' più bondy.
durerà finchè il prossimo arabetto mi manderà a quel paese
consigliandomi di chiudere il becco e tornare a mangiare prosciutto
(come accadde il 14/7/07... piazza della santa marta...)
lascio la due tempi-quattro marce nel lazzaretto dei piccioni diarroici
in attesa che un imprevisto renda ieri la vigilia di un bel ricordoe che un imodium gli serri le chiappe pennute
(vedere documentazione iconografica annessa)
scarico il cellu e scopro che non tutto ciò che luccica è oro
e quello che conta è avere un alito sempre all'altezza
(vedere documentazione iconografica annessa)
la germania si prende anche lei la sua dose
e si aspetta che un messia in mutande
spalanchi la pietra anche se dopo tre giornila questione puzza di già
ma io ho già vinto tutto
europeo, mondiale, coppa del nonno e supertele d'oro
sul mio destriero nero i pensieri sono allo stato brado
e mentre un ometto freudiano nell'inconscio scala e accelera
l'altro lascia che le fantasie riposino il cerebro
non ho molto il coraggio di raccontarvi i gol che faccio in finale
ma vi assicuro che holly e benji mi fanno una pippa...
occhi aperti...
G.
PS se pensate che non si capisca nulla, avete ragione
ma la realtà è ancora più confusa e contraddittoria
14 giugno 2008
Ultimo aggiornamento
tre giorni
un week end
un mercoledì di maggio
la pioggia
la terrazza
una sciocchezza
una bagatella
entusiasmi
dubbi
stress
sms
stanchezza
silenzio
complicità
distanza
attrazione
paura
desiderio di felicità
paura
semplicità
complessità
i consiglieri fraudolenti
i buoni consiglieri
una amica
le amiche
l'amica dell'amica
i miei amici
compagnia
presenza
rabbia
attesa
dignità
orgoglio
paura
semplicità
semplicità
paura
paure
no
no
no
sì
sì
sì
fontainebleu
honfleur
il mare
gli alberi
le bois de boulogne
la bocciofila di montmartre
cesaria
i fratelli
le sorelle
the fratellis
manu chao
baci
carezze
freddezza
tarda notte
tutti i luned
ìlacrime di commozione sciocca
i coccodrilli
l'uomo nero
jean claude van damme
cenerentola
il principe bastardo
gli scippatori
paura
semplicità
la grappa
il negroni
una birretta
un pastis
un semplice pastis
un negroni sbagliato
ma anche un brunellore
stare nella trasparenza
serenità
paura
paura
semplicità....
.....
casca il mondo
casca la terra....
.....